Quando si incontra Carlo Levi a Mosca, a New York, a Parigi, si è subito colpiti da una strana contraddizione: egli, dovunque si trovi, rimane il più romano dei romani, così che si crederebbe non abbia neppure lasciato Roma, o che se la sia portata dietro, ma nello stesso momento sembra ritrovarsi dappertutto come a casa propria.
L’esilio cortonese di Giacomo Debenedetti (1943 – 1944)
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