Lectio Minghetti 2017

La crescita del debito pubblico e l’eredità di Keynes.

Commento di Carlo Scognamiglio Pasini

Carlo Scognamiglio Pasini è Professore Emerito di Economia Applicata presso l’Università LUISS Guido Carli di Roma.

La questione più seria che sottende l’analisi del professor Wagner è rappresentata dall’enorme e crescente ammontare del debito pubblico degli Stati Uniti, che ha raggiunto oggi la cifra record (per il periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale) di 19.900 miliardi di dollari, pari all’incirca al 105% del PIL di quel paese.

Il problema rappresentato dalla crescita del debito pubblico è iniziato nel periodo 2007-2009, dopo la crisi finanziaria di quegli anni e riguarda – in misura più o meno considerevole – tutti gli altri grandi paesi del mondo. In quest’ occasione ci concentreremo soltanto sugli Stati Uniti, il paese-guida dell’economia mondiale ed emittente della sola valuta universalmente accettata in tutto il globo.

Sebbene sia rimasto pressoché stabile negli ultimi anni dell’Amministrazione del Presidente Obama, il debito pubblico americano potrebbe essere destinato a crescere rapidamente negli anni a venire se le promesse elettorali del Presidente Trump in merito a riduzione delle imposte e grandi investimenti infrastrutturali saranno mantenute.

Questo solleva due domande:

La prima (che riguarda tutti) è: per quanto tempo il debito degli USA sarà sostenibile?

La seconda (che interessa prevalentemente i dipartimenti di Economia delle migliori università) è: esiste una scuola di pensiero che avrebbe potuto influenzare la crescita incontrollata del debito pubblico? Ovvero, per seguire la tesi del professor Wagner, è possibile attribuire tale influenza a un economista defunto; e possiamo ritenere che John Maynard Keynes sia responsabile di questa situazione?

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